Il peccatore di Wikileaks
Si chiude la grande caccia a Julian Assange per “molestie sessuali”
Ieri si è conclusa la prima tappa della vicenda giudiziaria di Julian Assange. Il fondatore del sito Wikileaks è stato arrestato a Londra al termine di una trattativa fra i suoi avvocati e la polizia inglese; a carico di Assange ci sono le accuse di molestie formulate dalla magistratura svedese e recepite dall’Interpol con un mandato di arresto internazionale. La Corte di Westminster ha negato ad Assange la liberazione su cauzione e l’attivista australiano rimarrà in carcere almeno fino al 14 dicembre. Leggi Il lettone di Wikileaks
13 AGO 20

Ieri si è conclusa la prima tappa della vicenda giudiziaria di Julian Assange. Il fondatore del sito Wikileaks è stato arrestato a Londra al termine di una trattativa fra i suoi avvocati e la polizia inglese; a carico di Assange ci sono le accuse di molestie formulate dalla magistratura svedese e recepite dall’Interpol con un mandato di arresto internazionale. La Corte di Westminster ha negato ad Assange la liberazione su cauzione – troppo alto il rischio di fuga e troppo grave il reato contestato, ha detto il giudice – e l’attivista australiano rimarrà in carcere almeno fino al 14 dicembre, giorno in cui è fissata la prossima udienza. Nell’aula assediata da giornalisti e manifestanti in favore di Assange, il giudice Howard Riddle ha sottolineato che “il caso non riguarda Wikileaks, ma ha a che fare con un’accusa di molestie sessuali”.
Quella che potrebbe scatenarsi ora è una battaglia legale per l’estradizione in Svezia, dove sarebbe più semplice per il governo degli Stati Uniti chiedere un’ulteriore estradizione dell’uomo che ha messo in imbarazzo il dipartimento di stato con la diffusione di migliaia di cablogrammi confidenziali. L’avvocato di Assange, Mark Stephens, ha detto che “combatterà” i tentativi di estradizione e ha spiegato che parlare di un’accusa di stupro è fuorviante. I media inglesi hanno ricostruito in modo meticoloso i fatti che hanno portato alla condanna di Assange in Svezia, e il giudice ha esposto i singoli capi d’accusa. Ad agosto il capo di Wikileaks avrebbe avuto rapporti sessuali con due ragazze, che lo hanno denunciato per aver “forzato” rapporti comunque consenzienti e non aver usato il preservativo quando le vittime lo avevano esplicitamente richiesto. Stephens ha detto che si tratta di un’accusa per “sesso di sorpresa”, consensuale ma non protetto, un reato distinto dallo stupro che la legge svedese punisce con una multa di poco superiore ai settecento dollari. Il timore dei legali è che le accuse siano soltanto sponde per colpire il vero peccato di Assange, ma per ora la disputa rimane su un terreno che formalmente non ha nulla a che fare con le rivelazioni di Wikileaks.
Quella che potrebbe scatenarsi ora è una battaglia legale per l’estradizione in Svezia, dove sarebbe più semplice per il governo degli Stati Uniti chiedere un’ulteriore estradizione dell’uomo che ha messo in imbarazzo il dipartimento di stato con la diffusione di migliaia di cablogrammi confidenziali. L’avvocato di Assange, Mark Stephens, ha detto che “combatterà” i tentativi di estradizione e ha spiegato che parlare di un’accusa di stupro è fuorviante. I media inglesi hanno ricostruito in modo meticoloso i fatti che hanno portato alla condanna di Assange in Svezia, e il giudice ha esposto i singoli capi d’accusa. Ad agosto il capo di Wikileaks avrebbe avuto rapporti sessuali con due ragazze, che lo hanno denunciato per aver “forzato” rapporti comunque consenzienti e non aver usato il preservativo quando le vittime lo avevano esplicitamente richiesto. Stephens ha detto che si tratta di un’accusa per “sesso di sorpresa”, consensuale ma non protetto, un reato distinto dallo stupro che la legge svedese punisce con una multa di poco superiore ai settecento dollari. Il timore dei legali è che le accuse siano soltanto sponde per colpire il vero peccato di Assange, ma per ora la disputa rimane su un terreno che formalmente non ha nulla a che fare con le rivelazioni di Wikileaks.
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